2020 – Uso bizzarro dei materiali

A volte materiali nati per uno specifico impiego, possono darmi spunto, utilizzati in modo “improprio”, per rinnovare in modo semplice ed economico un arredo rovinato o che non si avvicina più alle mode del momento.

 

Vi riporto ad esempio due tavoli, entrambi molto rovinati, il primo per il grande utilizzo, il secondo perché rimasto per molti anni prima esposto agli agenti atmosferici e poi in una cantina umida.

 

Prima di pensare di disfarsene, mi sono soffermata sulle dimensioni, che erano perfette per l’ambiente dove sono collocati, sulle forme, che sono piacevoli, e non per ultimo sul legame affettivo che legava i proprietari agli arredi.

 

Nel primo caso ho scelto di mantenere le gambe e la parte inferiore del tavolo in legno scuro, procedendo quindi semplicemente a ritocchi nei punti dove maggiormente rovinato, ma senza coprire completamente i segni del tempo, che gli danno carattere.

Per il piano ho scelto delle piastrelle a basso spessore, tagliate in misura, adottando una texture marmo di colore sabbia, creando così un continuum con la pavimentazione.

Infine ho optato per due piastrelle, anziché un piano unico, per non perdere la possibilità di aprire il tavolo, mantenendo in questo modo la possibilità dell’allungo.

L’effetto finale ricorda i vecchi tavoli da cucina con il piano in marmo, che le nonne imbiancavano di farina per tirare l’impasto e preparare la pasta fresca.

 

Il secondo tavolo era molto rovinato, avendo assorbito umidità per tanti anni, ed è stato necessario in primo luogo riportare in bolla il piano.

La finitura delle gambe e della struttura è stata semplicemente pulita, senza apportare restauri o riverniciature, per non “coprire” l’età dell’arredo.

Per il piano ho optato per dei listoni di parquet prefinito sbiancato, posati a correre, scegliendo di mantenere un blocco di colore unico che esalta unicamente la texture del legno.

Il risultato è elegante e sorprendentemente resistente all’utilizzo.

 

Ringrazio Renzi Ceramiche S.r.l.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*